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Il conflitto Israelo-Palestinese a scuola

  • Immagine del redattore: ilsetaccio1
    ilsetaccio1
  • 3 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Nel mese di Novembre scorso, nelle scuole superiori della nostra città, abbiamo proposto

due incontri su una delle vicende che più ha provocato la società nell’ultimo periodo: la

questione Israelo-Palestinese.


Sollecitati da un dialogo con gli adulti nostri responsabili ci siamo riscoperti distratti

dinanzi alla realtà, riscontrando questo atteggiamento anche nei nostri coetanei e

compagni di classe. Abbiamo sentito l’esigenza di portare un punto di vista originale sulla

questione superando l’informazione veloce e confusionaria dei social e abbiamo chiesto

aiuto al nostro amico Don Lirio Di Marco per la sua esperienza di vita e di studio in Terra

Santa e per la conoscenza dell’argomento, con il desiderio di essere aiutati a comprendere

la questione molto spesso celata dietro un velo di ideologia.

La proposta è stata immediatamente accolta e apprezzata dai nostri insegnanti che sono

rimasti entusiasti e colpiti di fronte ad una situazione non usuale: un gruppo di ragazzi che

insieme chiede e propone di affrontare una questione così delicata.

Gli insegnanti di storia e filosofia, nello specifico, hanno ritagliato del tempo durante le loro

ore di lezione per introdurre l’argomento, per approfondirlo e per sollecitare le classi

coinvolte a formulare domande permettendo cosi al relatore di iniziare un dialogo. Sono

venute fuori delle domande interessanti soprattutto relative all’ impatto che la guerra ha

sull’educazione, sulla visione della propria vita, sull’idea che si ha dell’altro, sul come la

religione possa essere strumentalizzata per finalità politiche e strategiche.

Finito l’incontro siamo rimasti stupiti dall’attenzione e dalla partecipazione dei nostri

compagni. Tutti hanno seguito con molto interesse Solitamente, infatti, di fronte a questioni

come queste ci si chiede perché noi adolescenti dovremmo interessarci di situazioni

lontane km di distanza da noi considerando che la nostra vita concretamente non cambia.

Momenti di confronto e di dialogo come quello raccontato ci aiutano a comprendere

quanto sia necessario conoscere le vicende del mondo per poter essere più consapevoli di

ciò che siamo, di ciò che abbiamo e di ciò che siamo chiamati a vivere da adolescenti oggi

e da uomini e donne adulti domani. Siamo rimasti molto colpiti quando Don Lirio più volte

ha detto che l’uomo è più attratto dalla pace che dalla guerra, sente il bisogno di rispettare

l’altro .

Da questi due momenti è nato in noi, il desiderio di essere presenza a scuola, in un

contesto in cui essere cattolici e seguire un’Ideale non è proprio di moda ma siamo certi di

camminare lieti e insieme su una strada tracciata verso una meta sicura.


1 commento


maria francesca candio
maria francesca candio
04 gen

Bello!

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