Patti
- ilsetaccio1
- 1 gen
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Epacten e le sue origini...
La storia della città di Patti inizia con l’invasione della colonia greca di Tyndaris da parte degli Arabi nell’827 d.C. In seguito a questo evento gli abitanti della medesima colonia si disperdono verso i territori limitrofi come Oliveri, Falcone, Mongiove e altri.
Per comprendere l'anima di questa città, bisogna comprendere il suo nome originario, cioè Epacten. L'etimologia greca ci restituisce ad un'immagine nitida: Epi-akte, ovvero "sulla riva", infatti la città di Patti sorge sulle sponde del fiume Timeto (noto anche come fiume Provvidenza).
Nel 1061 arrivarono i Normanni, i quali sbarcati a Messina proseguirono poi verso il nostro territorio, si insediarono nella città e trasformarono ciò che fu lasciato dai Bizantini in ciò che conosciamo oggi come Piazza Scaffidi, nel centro storico della città. Oggi è solamente un luogo lontano dal centro con vari uffici comunali, ma allora era il centro sociale e amministrativo dell’intera città; infatti essa era sviluppata su due colli, uno urbano (Piazza Scaffidi) e l’altro più rurale (oggi denominato contrada Segreto).
La città fu voluta dalla regina Adelasia del Vasto, contessa di Sicilia sposata con Ruggero I di Sicilia, che si insediò a Patti, chiedendo di costruire il monastero benedettino del SS. Salvatore, gemello a quello di Lipari. A partire da questo avvenimento, Patti divenne un presidio sicuro sulla costa tirrenica, e una fonte di ricchezza per i monaci che abitavano nel monastero.
La transizione da Tyndaris a Epacten segnò il passaggio dall'epoca Greca a quella Bizantina e altomedievale, un periodo in cui le innovazioni agricole e l’urbanizzazione testimoniano una continuità di vita che è rimasta nel tempo. La città nasce dunque come "erede", custode di una memoria classica che si trasforma, a favore di uno stile di vita sempre più simile ai giorni
nostri.
Ruggero I


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