Francesco Petrarca
- ilsetaccio1
- 30 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 1 gen
“Petrarca, autore tra due epoche : Medioevo e l’età moderna”; posizione incerta, un po’ come il suo modo di vivere la vita. È questo che mi ha fatto incuriosire e mi ha spinto a stare ancora più attenta durante le lezioni di letteratura.
Seguendo il percorso di studi, prima di Petrarca viene presentato Dante Alighieri e si inizia a leggere la Divina Commedia; leggendola si percepisce pienamente la visione cristiana della realtà: tutto è segno della presenza di Dio, persino nell’Inferno. Il “vedere Dio in tutto” è sicuramente una posizione caratteristica del periodo Medievale, enfatizzata da Dante concretizzandola in volti ben specifici: Beatrice, Virgilio…
Ciò che mi colpisce, in questo contesto, è la differenza con Petrarca.
Nel “Canzoniere” egli scrive:
“I’vo pensando, et nel penser m’assale una pietà si forte di me stesso, che mi induce spesso ad altro lagrimar ch’i non soleva”.
Egli Vive consapevole di essere peccatore ,consapevole di sbagliare in molte occasioni che gli si presentano e da questa consapevolezza scaturisce il desiderio di comprendere che attinenza abbia Dio nella sua vita. Se noi possiamo leggere parte delle sue opere quali il Canzoniere, è perché l’autore non si è rassegnato alla sua posizione dinanzi alla propria vita, ma invece è voluto andare a fondo ,è voluto andare al perché, vivendo questo dissidio interiore, che personalmente penso gli faccia onore non essendo un comportamento comune.
Studiando Petrarca ho riscontrato un parallelismo con la nostra realtà, che va leggermente contro la percezione di Dante; penso che i nostri comportamenti siano vicini a quelli di Petrarca perché al contrario, non credo che riusciamo sempre ad avere uno sguardo vero verso la nostra realtà e chi ci è accanto; dunque spesso “la visione di Dante” con al centro Dio, viene meno e ciò comporta che possibilmente si viva in modo passivo.
Come la mancanza della visione di Dante nella nostra vita si può rivelare svantaggiosa ,allo stesso tempo può essere un’occasione, come è stato per Petrarca che fa interrogare su ciò che la nostra vita è, su ciò che la presenza di Dio nella nostra vita significhi e se vale la pena o meno scommettere sulla sua presenza.
Laura



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