Beato Angelico e Giovanni Di Paolo: due Annunciazioni a confronto.
Aggiornamento: 10 apr
I pittori toscani rinascimentali dipinsero diverse tele sul tema dell’Annuncio dell’Angelo a
Maria. Ne mettiamo due a confronto: quella del Beato Angelico, di cui vi abbiamo parlato nel
numero precedente (custodita al Convento di S. Marco a Firenze), e quella di Giovanni Di Paolo, che proveremo a descrivere in questo numero. Essa ha diversi punti di contatto con la prima: l’ambientazione dell’incontro tra la Madonna e Gabriele in una loggia con colonnato, la posizione delle braccia dei due protagonisti; la bellezza regale-divina della veste dell’Angelo; la semplicità umana di quella della Vergine, qui dall’aspetto più maturo; il senso della prospettiva; il giardino verde e fiorito chiuso da alberi sullo sfondo (l’hortus conclusus della verginità di Maria). Tuttavia, più numerose sembrano essere le differenze. Partendo proprio dal giardino vi si nota una maggiore ricchezza di piante e animali, con i melograni e le lepri, simbolo di fecondità. Ma, soprattutto, al suo interno vi sono tre figure: un angelo che esce da una porta e che spinge e allontana con decisione un uomo e una donna nudi. Si tratta di Adamo ed Eva, che, secondo il racconto biblico della Genesi, dopo il peccato di disobbedienza a Dio, furono cacciati dal giardino del Paradiso terrestre. Sopra la porta, la figura stessa di Dio, dentro cerchi di gloria (il colore oro), che con la sua destra dirige tutta la storia, quella dei progenitori e della nuova Madre che riceve l’annuncio della nascita del Figlio di Dio. Le due scene (come in un fumetto) sono poste in netto contrasto: le tre figure a sinistra sono più piccole rispetto alle due centrali; la scena all’interno della loggia è ambientata in un clima di serenità e pace, quella fuori è carica di violenza e tristezza: Maria è la nuova Eva, la Madre dell’uomo nuovo che è Gesù, e la porta del Paradiso nuovamente aperta, grazie al suo sì obbediente a Dio. Una terza scena si svolge alla destra, un nuovo ambiente, un’altra casa (si noti la diversità della pavimentazione), in cui un uomo si riscalda davanti al camino, seduto su uno sgabello. L’aureola sul capo indica che si tratta di un santo: s. Giuseppe, il promesso sposo di Maria. L’autore lo ha rappresentato piccolo nelle dimensioni e calvo, con barba e capelli bianchi, come a voler mostrare che egli è un personaggio meno rilevante rispetto a quello della Vergine, e anziano (per non nuocere alla verginità della Madonna). In sintesi: mentre Di Paolo, pur nella comunanza dei motivi classici delle Annunciazioni, dipinge una scena più ricca e complessa rispetto a quella dell’Angelico, quella del frate domenicano concentra tutta la sua attenzione sul saluto di Gabriele a Maria, in un clima umano e soprannaturale allo stesso tempo.
Eufemio



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