La Spezia: "Gelosia, rabbia, il dovere di educare all'amore vero"
Nella giornata del 16 Gennaio 2026, l'I.I.S. Einaudi-Chiodo di La Spezia è stato teatro di una tragedia. Un ragazzo è stato ucciso a scuola, accoltellato da un altro coetaneo. La vittima si chiamava Abanoub Youssef, era un ragazzo di origini egiziane di 18 anni. Da quanto ci è noto fino ad oggi, la violenza è stata scaturita dalla gelosia per una ragazza con cui l’aggressore era fidanzato. Sentimento che è sorto, a quanto pare, da degli scambi di foto tra la vittima e la giovane.
Appena appresa la notizia, non si può che provare dolore e pensare a tutta l'assurdità dell'accaduto.
Cosa spinge un ragazzo ad andare a scuola armato? La gelosia è una ragione sufficiente per uccidere un coetaneo? Uccidere può essere in qualche modo giustificato?
Partiamo dal presupposto che nessun individuo ha il diritto di porre fine a una vita, in quanto essa non ci appartiene, ma ci è donata. Perciò nessun omicidio può essere in alcuna maniera giustificato. Quel venerdì il giovane aggressore è andato a scuola armato e questo indica l'intenzionalità e la premeditazione dell'azione che ha compiuto, ed è l'aspetto che rende la vicenda ancora più inquietante. Fa riflettere come un ragazzo di fronte a un sentimento così forte e crudo come la gelosia decida di agire in maniera così "drastica".
In primo luogo risulta ambigua la motivazione che ha spinto il ragazzo ad agire in questo modo. La causa di questa gelosia è segno di una concezione errata della propria fidanzata, basata esclusivamente sul possesso e sul controllo, tanto da limitarla nei propri rapporti personali. Essere fidanzati con una persona ha come condizione necessaria la fiducia verso l'altro e le conseguenze sorte da questa gelosia testimoniano il contrario. Stare con un altro diverso da se stessi non è semplice, in quanto rappresenta l'ignoto rispetto a se, ma se una persona lo desidera realmente, si può crescere insieme grazie ad un'educazione. Di fronte a questa vicenda, non ci si può non domandare che concezione di coppia aveva il ragazzo, che tipo di educazione affettiva ha ricevuto in questo senso e che esempio di relazioni aveva nella propria vita arrivando a provare un forte rammarico per una concezione tossica di vivere la relazione fin da giovane.
Inoltre di fronte a una tale tragedia risulta immediato chiedersi come possa la scuola, che dovrebbe essere un luogo che educa, istruisce e forma individui autonomi, critici e responsabili, essere teatro di tanto orrore.
Fa riflettere che il giovane abbia ritenuto il proprio istituto scolastico un luogo adatto per commettere il delitto. A mio parere questo ci porta a pensare riguardo a che tipo di concezione abbia il ragazzo di questo luogo e da dove questa concezione deriva, risulta chiaro che il giovane non ha capito niente rispetto allo scopo della scuola. Nella vita di un bambino ha un'impronta fondamentale l'educazione che riceve nella fase dello sviluppo. Proprio per questo, la concezione certamente ambigua del ragazzo è segno di un'educazione non curata, ovvero non approfondita, che ha quindi costretto il giovane a "crescersi da sé", non avendo una vera e propria guida a cui riferirsi e da cui prendere ispirazione nelle azioni.
Merit

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